La Storia Racconta ...

Primo della Rocca

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E così voi mi chiedete come inizia questa avventura? [disse il vecchio ai bambini che con sguardi sorridenti, violata impartizione paterna avevano la porta delle terre della conoscenza varcate] Se c’ è vita... il suo principio è l’ ordine. Si dice che le stelle giungano noi con anni... millenni di ritardo. Dunque quando guardiamo al cielo noi non vediamo ciò che è oggi... ma un resoconto del passato. [rincarò il vecchio bibliotecario mentre lentamente, dondolando come il fioco respiro lo scaffale disegnava nella memoria, ed accarezzava con l’ ossuta mano.] E’ destino che uno solo di voi comandi... E’ destino che due di voi si affianchino al primo... E’ destino che si incontri la sofferenza della perdita del padre... E’ Destino che si combatta poichè pace non sarà che altro che pausa fra guerra e guerra... e questo fino alla fine dei tempi conosciuti.


[Il vecchio osservò i bambini. Cuorduro, Isabella, Cristopher. Essi non potevano capire ciò che il vecchio già presagiva ed intuiva attraverso auree e trama. Egli sapeva. Egli era. Poichè egli era prima ancora del castello. Poichè egli era ancora prima dell’ avvento. Poichè egli era l’ era morente... eredità del passato che in questa forma di presente si chiamava AETERNIA.] Ma non questo mi avete chiesto... Voi volete sapere come tutto è cominciato.... [Fu così che il vecchio comprese, ed incominciò a narrare]



In principio era il silenzio. Le terre emersero dalle acque, e dalle stesse acque venne la vita. Usciti come vermi dalla terra molteplici creature presero forme e dimensioni diverse differenziandosi, specializzandosi, nulla venne lasciato al caso... Questo era il volere degli Dei. La flora e la fauna si stagliò elevata sulle terre, coprendo ed ammantando la fredda roccia.... e da questa venne Aria. Con l’ avvento di Aria, Gli Dei vollero superare se stessi... Ma non vi è caduta più grande della preseunzione di un Dio... L’ immortalità non rende la perfezione... Ma rende stolti egoisti e ciechi.

Uomini, Elfi, Nani, Orchi, Aghishi, e non solo... il volere delle celesti menti era quello di far coesistere nello stesso piano astrale la diversità che avevano modellato negli elementi...

Gli umani, figli del Carisma, Gli Aghishi, figli dell’ acuto intelletto. I Nani delle Rocce dalle avide mani, Gli Orchi loro nemici giurati e dediti alla distruzione indifferenziata... La Saggezza degli Elfi, La maledizione figli di Caino... Non vi poteva essere pace. Terra degli scontri fu ogni palmento ove stanziate società e villaggi. Fu la prima guerra globale.

Tale scontro durò quasi cinque generazioni. Il ricambio degli umani prolifici e dediti alla guerra, forgiati nel carisma della loro specie li rendeva indomiti, furono gli Aghishi a cedere palmenti rifugiandosi nelle terre della Lava. Vulcania. Un trattato venne stilato...
I nani si disinteressarono al quanto, nel loro interesse non la terra.... ma l’ oro. Ed esso si trova nel cuore... dunque mentre i primi perivano sopra il suolo, essi scavavano sotto il suolo, nascondendo dietro le folte barbe avidità e cocciutaggine nota come orgoglio nanico. Gli orchi gozzovigliavano di questo. Loro avevano aizzato su consiglio di Agredes la prima guerra... Alcuni uomini si dannarono nella stirpe di Caino e divennero uomini che si cibavano di uomini.... Ma questo sarebbe dovuto finire... Era morto un essere vivente per ogni stella che si poteva in cielo contare.... Tutto questo doveva finire.. e così accadde circa 20 anni fa.

[Il vecchio socchiuse gli occhi per un attimo. Desta era l’ attenzione dei pargoli, e sveglio era il dolore ed il ricordo di quello che egli stesso aveva vissuto. Una lacrima ne terse lo zigomo, ma ritrovata concentrazione prese nuovamente parola]

Vent’ anni fa dicevo... In queste terre erano stanziati i possedimenti del Casato degli Angioiti, popolazione che pacificamente si era distaccata dal guerreggiare ed aveva preferito voltare i propri interessi alla prosperità ed alla pace. L’ esercito era composto comunque da valorosi. Erano dei mattoni di fede incondizionata nel principio della pace. Del resto.. Il generale Primo della Rocca, Comandante di ogni esercito Angioita aveva tre bambini.. e per essi combatteva...

[Papà... - disse il piccolo Cristopher, subito zittito dalla sorella che lo trasse a se rapita dal racconto. Il vecchio ritrovata la concentrazione riprese il racconto]

Era stato raggiunto un accordo con Gli aghishi dell’ agave Bianco, e con la Giovanissima Regina Diadiat. Anche loro volevano la pace, e prolifici erano gli accordi commerciali ed il rispetto dei confini. La società Angioita dunque cresceva all’ interno del mosaico di questa strana epoca, senza assoggettarsi ad altre specie non umane, considerandole estraee alla formazione dell’ identità del popolo, decidendo autonomamente leggi ed ordinamenti. Nonostante intorno al mondo conosciuto fosse perentoria guerra... ivi, stanziata, era pace.
Forti e possenti Galere dominavano i mari dai quali secoli prima eravamo usciti... Gli eserciti di terra erano rafforzati da cavalleria e macchine da guerra innovative per l’ epoca. L’ ausilio delle forge Aghisce avevan permesso uno sbalzo evolutivo in sede di armamenti. Signori del Metallo.. Uomini pesce... Pesci della forgia... Vennero chiamati con molteplici nomi, ma fu grazie a loro se il nostro esercito era il più organizzato di tutta la costa centro occidentale delle terre conosciute. La civiltà angioita aveva avuto orgine dal raggruppamento di carovane di esuli e dalla fusione di antichi e diversi popoli scampati agli eccidi di altri territori...

E fu proprio L’ eterna amicizia che legava Filippo di Angiò e Primo della Rocca a cementare l’ accrescersi della cultura Angioita. Sconfinata era la fiducia del Re Filippo in Primo. Troppe volte si erano trovati spalla a spalla a difendere palmenti di terreno. Fossero essi campagna o semplici sassi... comunque liberi e lavati da sangue innocente. Terra Angioita.. Il Popolo quando li vedeva insieme li nominava come gli ETERNI... Gli inseparabili.. Il Duca Primo della Rocca ed Il Re Filippo... ma il volere degli Dei volle un altro epilogo per questa sacra amicizia...


Venne ordito un attacco. Ed un altro.. ed un altro ancora. Vi fu un assedio da parte di Orchi e Mannari. La guerra si spinse per quasi dieci anni. Il popolo era alla fame, ma ferma è decisa era la mano di Primo della Rocca. Determinato alla sopravvivenza della stirpe umana Filippo D’ Angiò. Non potevano fallire... La civiltà angioita non sarebbe stata spazzata da un colpo di spugna... Vennero mandati dispacci in ogni forte conosciuto, ad ogni creatura conosciuta, ad ogni razza con la quale si fossero tessuti contatti. Ed I nani risposero all’ appello... E con Essi gli Aghisci... E con Essi gli Elfi alti dei boschi.

Fu quello il momento che nelle leggende prese nome come la battaglia del sangue, a causa della crudeltà del nemico e del colore delle coste e dello stesso mare che in quelle giornate prese forma. I nemici vennero spazzati via. Sgominati, e di loro.. non è rimasta traccia... ma la cosa che distrusse Primo della Rocca, nel fine della guerra, non fu la gioia della pace e della ricostruzione, fu il fatto di tenere fra le braccia il Suo Amico Eterno Filippo, ferito a morte, da una lancia nemica. Primo aveva preso in braccio l’ amico, e lo mostrava al popolo. Le lacrime sopravvalsero i sorrisi della vittoria, e gli stessi alleati salutarono all’ arma il Re caduto. Caduto ma senza eredi....
Con l’ ultima aria che gli rimaneva nei polmoni Filippo disse...

Governa il Nostro popolo come hai guidato i miei eserciti... Ti affido il comando, poichè tu sei Re di Intenti, di Azioni.. ed il tuo cuore è puro. Da oggi tu sei Re...

Il popolo nel vedere le lacrime del Generale Primo e la dipartita dell’ Erede degli Angioiti esplose in un grido di speranza misto a dolore, poichè da quella dipartita sarebbe rinata la società che noi oggi conosciamo.. Un solo grido... Eterni!!! Aeterni!!! Ab Aeternia!!! Nessuno si sarebbe dovuto dimenticare di quell’ amicizia, di quella battaglia... ad AETERNUM. Fu così che in quel giorno, lavate dal sangue dell’ orda, ma purificata dall’ alleanza con i Fratelli Aghisci e con il sangue versato dal popolo quella terra rinacque rigogliosa nel nome di AETERNIA.



Il Della Rocca riedificò i centri urbani fortificati, perlopiù sulle pendici delle colline. Costruì anche molti attracchi per le navi, e con essi una possente flotta marittima.
Edificò case e i monumenti in pietra e realizzò delle tombe scavate nel tufo, o nella roccia.

Il Principato rimanendo indipendente dalle altre specie non umane circostanti, oggi è la terra nella quale vive la maggior parte del genere umano. Un detto aeterniano dice: - Non Noi penisola, ma voi pendice del nostro essere - riferito alla costituzione geografica del loco.

Nonostante le differenze sociali esistenti, il Principato di Aeternia ha un'originale concezione dell'essere umano, considerato, invece, da tutte le civiltà precedenti, come un semplice strumento della volontà degli Dei o dei Re.

In Aeternia, l'essere umano si ispira ad una particolare filosofia: il valore e il concetto di cittadino, come individuo facente parte della cittadina stessa, senza che su questo influisca l'appartenenza etnica, politica o religiosa o l'estrazione sociale. Esso costituisce uno degli apporti fondamentali della cultura degli Aeterniani. Pronti in qualsiasi momento ad essere uniti a scongiurare o difendere il proprio territorio contro qualsiasi minaccia nemica o di altre specie non umane.

[Fu qui che intervenne il RE e disse, dopo che entrato nella stanza senza aver fatto rumore e ripercorrendo con la mente i fatti del passato]

Noi, i cittadini di Aeternia, siamo i superstiti di un popolo che ha combattuto per la propria indipendenza e identità... lottando per il diritto alla propria esistenza.
In queste  terre speriamo di poter far sviluppare di nuovo la civiltà umana.
Noi riteniamo che esista una connessione strettissima tra il cielo e la terra, tra il mondo trascendentale e quello della natura immanente.
Siamo convinti che ogni fatto umano e naturale sia il frutto di un preciso disegno del Fatum.

Cuorduro.... un giorno governerai queste terre.... quando  io stesso diventerò terra....


[Detto questo Il Re prese i bambini e congedatosi dal vecchio guadagnò l’ ingresso delle stanze del trono. La porta della biblioteca venne chiusa e di li a poco anche la vita del vecchio ... così come egli aveva predetto..... quando Cuorduro era un infante, lui che oggi è Principe Regnante]

 

 
 
 
     
 

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